26 maggio 2022

Hai l'intestino pigro?

Con il termine “intestino pigro” ci si riferisce a un rallentamento nel transito del cibo digerito nell’intestino che provoca diversi disturbi per l’organismo.

La digestione, infatti, è un processo complesso, articolato in molte fasi che si succedono con regolarità; nell’intestino il cibo viene mosso dalle contrazioni muscolari e spinto in avanti lungo i sette metri di lunghezza di quest’organo.

Durante questo percorso, che tipicamente dura dalle 14 alle 20 ore, le molecole complesse che lo stomaco non è stato in grado di spezzare vengono scomposte dai succhi biliari e pancreatici, mentre la flora batterica interviene su sostanze che il nostro organismo non riesce a processare direttamente.

La combinazione di questi diversi agenti permette di massimizzare la quantità di nutrienti estratti dal cibo che vengono assorbiti, assieme all’acqua, dai villi intestinali, ripiegamenti della mucosa che formano protuberanze che aumentano la superficie disponibile per il trasferimento delle sostanze dall’intestino al flusso sanguigno. Ciò che l’organismo non è in grado di processare o non è giudicato utile viene espulso con la defecazione.

Tuttavia, se il processo subisce un rallentamento, il cibo digerito trascorre molto più tempo nell’intestino e di conseguenza:

  • Si ha una costante sensazione di pienezza, nonostante siano trascorse parecchie ore dall’ultimo pasto, e ciò spesso conduce alla nausea;
  • L’addome è gonfio e teso, rendendo difficile tutte le attività quotidiane;
  • Gli scarti della digestione subiscono un’intensa disidratazione e questo risulta in feci dure e dolorose da espellere;
  • Le defecazioni possono distare tra loro interi giorni e lasciare comunque una sensazione di espulsione incompleta.

Le cause dell’intestino pigro tipicamente sono:

  • Invecchiamento;
  • Alterazioni ormonali, come per esempio durante la gravidanza;
  • Scorrette abitudini alimentari, come per esempio una dieta povera di fibre;
  • Inadeguato apporto d’acqua;
  • Stress;
  • Sedentarietà;
  • Abuso di farmaci.

Generalmente, in presenza di queste circostanze non ci si deve preoccupare: con alcuni accorgimenti nei comportamenti si può ritrovare la regolarità dell’intestino, eventualmente anche con il supporto di integratori e farmaci per la regolarità e la depurazione.

Se invece il disturbo si manifesta slegato da queste circostanze o persiste nonostante i propri interventi correttivi, è bene consultare un medico, poiché potrebbe essere collegato ad altre patologie oppure causare spiacevoli complicazioni, come fecalomi, cistiti e ragadi anali.

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